È così dura finire un capitolo ed iniziarne uno nuovo. C’è quel cuore che batte a mille per la curiosità di viversi le pagine sconosciute tutte d’un fiato ma al tempo stesso quel tremore che si vuole tener strette quelle già lette e magari rileggerle altre mille volte… A volte per paura di non trovare mai più niente di così bello, ma alla fine è vero, nulla si ripeterà, nulla sarà bello come ciò che lo è già stato ed è proprio questo che rende quelle pagine così speciali… l’unicità. E i momenti futuri, belli o brutti che siano, a loro volta saranno unici, e perciò saranno speciali, proprio come noi vogliamo.

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Al 18/07

Strano come il bello nasca dalle cose più semplici, pure, spontanee. Forse è per questo che ci sembra bello… perché troviamo un po’ di vita vera in ciò che viene fuori, un po’ di noi stessi senza maschere, noi che in quella maniera non ci vediamo mai, noi che non siamo altro che anime in uno spazio senza forma ma che riusciamo a vedere solo la forma senza sentire le vere anime che si scontrano. Siamo abituati a pensare, pensare, pensare, per essere perfetti, per rendere qualcosa perfetto, accettabile, e più ci lavoriamo più perdiamo le nostre tracce, non siamo più noi, non siamo più vita, siamo macchine e le macchine danno luce ma non danno ossigeno ai polmoni e noi di ossigeno abbiamo bisogno per respirare, respirare che è la cosa più semplice e complessa che ci sia, la cosa più spontanea. La spontaneità è vita, è aria, a volte non sarà luce, condurrà al buio, ma è aria pura, fresca, che ti sbatte in faccia la tua anima, che è bella, è bella da impazzire.

D-istanza

 

Passa una giornata e torni stanco da lavoro. Stropicci gli occhi un po’ per la stanchezza, un po’ perché non vuoi affrontare chi ti osserva e allora ti nascondi dietro a quelle mani che ti fanno da scudo.
Un sorriso rende più leggera l’aria attorno a te e allora ti fai sorridere ancora.
Lei racconta, racconta tutto il tempo ed intanto si perde nei suoi racconti.
Vola, inizia a volare e si sente leggera, un po’ come i tuoi sorrisi. E quando torna a terra la scuote, come fai tu quando ti senti solo.

31 maggio

 

Non do voce ai miei pensieri e nemmeno forma. Li rendo visibili e li pianto da qualche parte.
Di farli uscire dalla bocca non se ne parla proprio! […] Non ho più nulla da dire, tutto riduce, riduce anche me, e se le parole non lasciano spazio all’infinito sono io che scelgo di rinchiuderle, prima che loro rinchiudano me, in una definizione più che sbagliata, più che ristretta. […] che poi i suoni rovinano le illusioni e svelano troppe protezioni.

step by step
calm has never been so brave
when anger used to know only your name

Not really un miroir for those who hope
it’s not my but, but I admit I love to moque

Brain twisting
Brain testing
or maybe just tasting?

I will sprout

dead life down there
sleepy feelings go nowhere
looking for some understanding
it is all that I am demanding

clear souls and dirty faces
suffering eyes play with the last aces
listen to my only word not coming out
now hit that note and help me sprout

Resto io

Io che vado controcorrente

Io che capovolgo le mie idee

Io che sbatto la testa sulla sabbia

Perché fare esperienza

Abbandonando la ragione

Per poi imparare da un’emozione

È ciò che amo fare

Resto io che ho paura di nuotare

Ma vivo al largo

E ci impiego tempo a capirlo

Ma so restare a galla

Ordino al mio corpo di non obbedire

Cuore ragiona

Frena pulsioni

Lo stomaco si piega

Il respiro su una fune

E poi

Salto

Petto spoglio

Liberazione

 

La pioggia che cade

punge sulla pelle

e poi scivola via

 

ti abbraccia, ti accoglie

ti culla nella notte

 

E poi ti scuote

rimbomba nella testa

nelle ossa

 

E poi la calma

il silenzio

 

lei ti ignora

tu la cerchi

ti chiedi dove sia finita

lei che punge e che ti abbraccia

e che ti bacia e che ti sgrida

 

Poi lei torna

e tu offesa

e lei che aspetta

e tu che aspetti

e lei che bacia

e tu che cadi

 

Come la pioggia